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Chirurgia del peritoneo

 

CARCINOMATOSI PERITONEALE 

 Il chirurgo ha un’arma in più contro i tumori del peritoneo.

 

I tumori del peritoneo sono un gruppo di patologie giudicate fino a pochi anni orsono inoperabili. Questo perché la diffusione del tumore all’interno di quest’organo che è il peritoneo (una membrana che riveste tutti gli organi contenuti in addome) è vastissima (vedi foto) e distribuita in maniera pressoché uniforme. Il chirurgo al momento dell’apertura dell’addome si trova di fronte ad un quadro di malattia non resecabile con intenti di radicalità. C’è da aggiungere poi che molto spesso il tumore al peritoneo è un’estensione di una malattia neoplastica già presente in un altro organo (esempio classico: ovaio) e quindi da considerare come una malattia metastatica. Di fronte ad un tale quadro i chirurghi erano pertanto disarmati. Non aveva senso rimuovere anche fino al 90% del tumore presente nel peritoneo e lasciare magari un quantitativo pur minimo di cellule neopastiche data la rapida e spesso anche più aggressiva crescita ed espansione delle cellule tumorali residue. Recentemente, supportati da evidenti dati emersi in letteratura scientifica, il chirurgo oncologo ha modificato la sua strategia di fronte a tale patologia. Rimuove il peritoneo nella gran parte della sua estensione, rimuove tutte le masse tumorali presenti all’interno della cavità addominale, rimuove gli organi addominali non indispensabili (esempio: alcune anse intestinali) ottenendo così una significativa citoriduzione del tumore (riduzione del quantitativo di cellule tumorali) ed affida il compito di distruggere cellule tumorali residue (sia microscopiche, quindi invisibili, sia visibili ma non resecabili per dimensioni e quantità) ad un farmaco antitumorale che viene fatto circolare in addome per un periodo di tempo sufficiente (tra i 90 e i 120 minuti) veicolato con un liquido riscaldato a 42- 43 °C. L’ipertermia ed il farmaco tumorale agiscono in sinergia per uccidere le cellule neoplastiche residue. La tecnica si riconosce con l’acronimo HIPEC dall’inglese Hyperthermic Intra-Peritoneal Chemotherapy. La HIPEC assicura ottimi risultati per i tumori primitivi del peritoneo, incurabili prima dell’introduzione clinica di questa metodica, buoni risultati per i tumori metastatici del’ovaio e in altre forme di cancro (colon per esempio) sembra poter garantire un risultato palliativo non trascurabile.


Ospedale Generale "Madre Giuseppina Vannini" di Roma
ISTITUTO FIGLIE DI SAN CAMILLO
U.O.C. CHIRURGIA GENERALE
Via di Acqua Bullicante, 4 - 00177 Roma

Centralino: 06. 242911

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