Tumori del colon-retto

 

Presso la Salvator Mundi International Hospital di Roma della UPMC (University of Pittsburgh Medical Center), il dottor Roberto Verzaro opera i pazienti affetti da tumore del tratto colorettale. La cura dei tumori dell’intestino e di eventuali metastasi originate da questui tumori è una delle priorità del “Cancer center” e del gruppo oncologico all’interno della Salvator Mundi International Hospital. Tutti gli interventi di resezione del colon o del retto vengono eseguito con tecnica laparoscopica e con l’utilizzo delle immagini guidate dalla fluorescenza.

Tumore del colon

Importante distinguere tra i tumori del colon e i tumori del retto perché la fisiopatologia dei tumori del retto è diversa da quella dei tumori del colon. Il colon si può distinguere anatomicamente in tre grosse porzioni: il colon destro, detto anche colon ascendente (ne fanno parte il cieco e l’appendice) il colon trasverso e il colon sinistro, detto anche colon discendente (ne fa parte il sigma). Nel retto si distinguono tre porzioni ma per le finalità di classificazione dei tumori distinguiamo una parte endoperitoneale (retto alto) e una parte sottoperitoneale (retto basso).

Sebbene l’etiologia delle neoplasie colo-rettali sia dovuta a fattori genetici e ambientali, i tumori del colon originano quasi sempre da un precedente polipo che è andato incontro ad una trasformazione maligna. La sequenza polipo – carcinoma è ormai documentata e riconosciuta come il più importante fattore causale del cancro del colon.

I polipi del colon si possono distinguere in adenomatosi e non adenomatosi. Gli adenomi (polipi adenomatosi) sono neoplasie benigne con una proliferazione incontrollata dell’epitelio ghiandolare dentro la mucosa del colon. Se il grado di differenziazione delle cellule che compongono il polipo diminuisce, (le cellule non somigliano più a quelle epiteliali originali), il polipo si avvicina sempre di più ad un cancro (atipia grave).

I polipi del colon sono

  • Adenomi tubulari (di solito peduncolati). Hanno un basso rischio di malignità (5%)
  • Adenomi tubulovillosi. 22% rischio di malignità
  • Adenomi villosi (di solito a larga base di impianto sulla mucosa del colon). Se di dimensioni superiori ai 4 cm e di consistenza dura hanno un rischio di rappresentare un cancro, del 90%.

Nella stragrande maggioranza dei casi questi tumori si possono rimuovere con l’endoscopia. Quando il trattamento endoscopico non è possibile, la terapia è la colectomia segmentaria (la resezione del tratto di intestino dove il polipo è situato). La possibilità di metastasi nei linfonodi regionali è di circa il 10%.

Il cancro del colon è uno stadio avanzato del polipo e le cellule tumorali hanno superato la mucosa che riveste il grosso intestino. Importante la familiarità del paziente. Avere familiari che hanno sofferto di neoplasia del colon aumenta il rischio di formare un cancro del colon nel corso della vita. Da qui l’importanza di uno screening precoce per i pazienti che hanno una familiarità per il tumore del colon o del retto.

Sintomi tumore del colon

La sintomatologia dei tumori del colon dipende dalla sede del tumore (colon destro, trasverso o sinistro). I tumori del colon destro sono più subdoli in quanto causano sintomi più tardivamente. DI solito il paziente si anemizza lentamente ed accusa astenia, fatica e presenza di sangue nelle feci (sia sangue occulto che manifesto). Raramente accusa dolore per la presenza di un tumore nel colon destro.

I tumori del colon sinistro danno sintomi più precocemente. Possono causare dolori addominali crampiformi, alterazione dell’alvo: diarrea o stipsi) e sangue nelle feci.
I tumori del colon trasverso danno sintomi al pari dei tumori del colon destro con la differenza che possono dare segni di occlusione intestinale più precocemente. Circa il 50% dei pazienti lamenta perdita di peso.
Raramente i tumori del colon si possono presentare con un’emergenza: perforazione (peritonite) o occlusione intestinale (nausea e vomito).
I tumori del colon e del retto possono presentare metastasi (specie al fegato) già al momento della diagnosi.

Fortunatamente, la chemioterapia e la terapia immunologica associata alla chirurgia sia del tumore che delle metastasi, riesce a curare nella maggior parte dei pazienti anche quando la malattia è avanzata e presenta metastasi epatiche (IV stadio).

Diagnosi tumore del colon

L’esame imprescindibile è la colonscopia con biopsia del tumore. La TAC dell’addome e del torace sono fondamentali per eseguire una “stadiazione” del tumore e decidere la terapia più appropriata.

Prevenzione

Dai 50 ai 75 si dovrebbe eseguire una colonscopia per prevenire il cancro del colon. La maggior parte dei tumori del colon si verifica nei pazienti al di sopra dei 50 anni. Se esiste una familiarità per il cancro del colon lo screening con la colonscopia è raccomandato anche prima dei 50 anni.

Terapia

La terapia dei tumori del colon è multidisciplinare. Fondamentale la collaborazione tra l’oncologo medico e il chirurgo.

Nei casi in cui la diagnosi è precoce la migliore terapia è la resezione del colon: la emicolectomia laparoscopica o la resezione laparoscopica del colon trasverso. Nei casi avanzati (presenza di metastasi epatiche sincrone) la migliore sopravvivenza per il paziente si ottiene facendo precedere la chemioterapia (chemioterapia neoadiuvante) alla emicolectomia laparoscopica e alla resezione delle metastasi epatiche. L’asportazione delle metastasi epatiche si esegue per via laparoscopica nella maggior parte dei casi e contemporaneamente alla resezione del colon. In casi complessi può essere necessario differire i due interventi ed eseguire la resezione epatica (epatectomia) e la resezione del colon (emicolectomia) in due tempi chirurgici diversi.

Chemioterapia

Si preferisce parlare di terapia oncologica visto che attualmente i farmaci impiegati nella cura dei tumori del colon sono molteplici e non sempre chemioterapici. Si possono infatti utilizzare farmaci immunologici con risposte sorprendenti riguardo la regressione del tumore. La terapia oncologica si può eseguire sia prima (neoadiuvante) che dopo (adiuvante) la resezione del tumore primitivo nel colon.

Tumore del retto

La fisiopatologia del cancro del retto è per molti aspetti, diversa da quella dei tumori del colon descritti precedentemente. Il retto è situato nella pelvi e i rapporti anatomici che contrae con le strutture localizzate in questa sede, rendono la cura di questo tumore più complessa e rendono anche ragione di una prognosi diversa.

Sintomi

I sintomi più frequenti sono rettorragia (sanguinamento dal retto), alterazione dell’alvo (diarrea o stipsi), feci di aspetto modificato, dolore e tenesmo (sensazione di urgenza nella defecazione).

Diagnosi

La semplice esplorazione del retto (visita digitale) può permettere di eseguire la diagnosi nella maggior parte dei casi. La rettoscopia associata alla colonscopia è l’esame imprescindibile con biopsia del tumore. La TAC dell’addome e del torace sono fondamentali per eseguire una “stadiazione” del tumore e decidere la terapia più appropriata.  Una Risonanza magnetica del retto e della pelvi sono attualmente considerate un mezzo insostituibile per eseguire una corretta valutazione dell’invasione locale del tumore e porre indicazioni ad una corretta terapia.

Terapia

In base all’invasione del tumore nella regione del mesoretto, il paziente potrà essere sottoposto a radioterapia e chemioterapia neoadiuvante (ovverosia prima di un intervento chirurgico) e poi a resezione del retto per via laparoscopica. A questo trattamento seguirà una chemioterapia post operatoria (adiuvante). L’associazione di radiochemio terapia neoadiuvante, intervento chirurgico e chemioterapia adiuvante, spesso permette di eseguire delle resezioni del retto che risparmiano gli sfinteri e la continenza del paziente “sphincter saving resection”.  In altre parole, il trattamento chemio e radioterapico pre-operatorio consente di ridurre il volume del tumore e permettere al chirurgo di eseguire resezioni più limitate risparmiando organi vicini che potrebbero essere invasi dal tumore del retto. Il tutto consente non solo di preservare la funzione degli sfinteri (evitare la famigerata colostomia) ma anche di diminuire la possibilità che il tumore recidivi nella pelvi.

Alla Salvator Mundi International Hospital di Roma, il dottor Roberto Verzaro esegue interventi di colectomia e di resezione anteriore del retto per via laparoscopica utilizzando le nuove modalità di chirurgia guidata dalla fluorescenza. Questa metodica consente un ulteriore vantaggio rispetto alla tecnica laparoscopica tradizionale perché permette di visualizzare la vascolarizzazione del colon residuo al termine dell’intervento e prevenire eventuali difetti nella guarigione dei tessuti. La possibilità che si verifichi una fistola dell’anastomosi è ridotta con l’utilizzo della chirurgia con fluorescenza.

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Trattamento dei dati

Le indicazioni e gli argomenti trattati in queste pagine non intendono sostituire in alcun modo una visita medica specialistica o il proprio medico di fiducia. Hanno il solo scopo di informare il paziente sulle attività del dottor Verzaro Roberto e sulle patologie benigne e maligne trattate dal dottor Verzaro. Pur augurandoci che possano aiutare il lettore a districarsi nella immensa mole di dati presenti in rete sulle varie patologie, in nessun modo vanno intese come sostitutive di una visita medica o di accertamenti diagnostici volti a chiarire un percorso diagnostico e terapeutico corretto. Il lettore è invitato a consultare il proprio medico di fiducia o uno specialista, per trovare soluzioni alla patologia di cui è eventualmente affetto.

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